Fleury Fleur de L'Europe Brut Nature

Fleury

Nuovo

Lo stile pulito della Biodinamica che sa sorprendere. 
La morbidezza di questo Champagne porta a dubitare della totale assenza di zucchero nel dosaggio! È intenso e persistente. La freschezza è ben presente in un armonico equilibrio con le percezioni morbide.

Maggiori dettagli

  • 75 cl

Fleury Fleur de L'Europe Brut Nature
di Fleury


Nazione:

Francia

Regione:

Champagne

Colore:

Bianco

Gradazione:

12°

Uvaggio:

85% Pinot Nero , 15% Chardonnay

Bicchiere Flute:

Caratteristiche produttive:

Biodinamico



Il profumo è intenso e invitante, nette le percezioni dell’evoluzione, sintomo di una lunga permanenza sui lieviti, di conseguenza sentori di lievito, leggeri e piacevoli di distillato e a seguire profumo di agrumi, limone, pompelmo giallo, ginger, camomilla e bon bon. Il perlage è fine e delicato e avvolge morbidamente le papille gustative. La morbidezza di questo Champagne porta a dubitare della totale assenza di zucchero nel dosaggio! È intenso e persistente, al palato ti riporta alle percezioni olfattive amplificandole. La freschezza è ben presente in un armonico equilibrio con le percezioni morbide e avvolgenti portate dall’evoluzione. Armonico ed evoluto al punto giusto, è uno Champagne che ben si abbina anche a cibi di media struttura.

Vinificazione per un quarto in botti di rovere e il resto in cuve smaltate. Si effettua la fermentazione malolattica. Affinamento sui lieviti per almeno 36 mesi

Uvaggio: 85% Pinot Nero , 15% Chardonnay

Fleury si trova nel villaggio di Courteron, nella Cote des Bar, la zona più a sud della Champagne. La cantina ha festeggiato i suoi cento anni nel 1995.


A fine ‘800, dopo l’apparizione della fillossera, Emile Fleury piantò le prime vigne di pinot noir in zona. Suo figlio Robert, nel 1929, fu uno dei primi récoltant-manipulant, ovvero un produttore in grado di seguire in proprio tutte le fasi, dal lavoro in campagna alla vinificazione in cantina.


L’ultima generazione dei Fleury ha intrapreso a partire dagli anni ’70 la via della viticoltura sostenibile. Nel 1989 Jean Pierre-Fleury, oggi affiancato da suo figlio Jean-Sébastien, è stato il primo vigneron della Champagne a convertire la sua produzione alla viticoltura biodinamica.


La viticoltura biodinamica si fonda sugli insegnamenti dello scienziato e ricercatore Rudolf Steiner agli inizi del ‘900. La biodinamica esclude l’utilizzo di ogni sostanza chimica di sintesi. Le piante di un vigneto coltivato in biodinamica hanno intorno alle proprie radici molti microrganismi che favoriscono lo scambio di minerali con il suolo. L’uva così prodotta da ciascuna pianta sarà il frutto di questa attività e darà un vino più tipico, con il carattere distintivo ed unico del microterroir.

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