Sergio Mottura

Un pioniere nel processo di rivalutazione dei vitigni autoctoni, da decenni Sergio Mottura si è dedicato alla ricerca scientifica ed alla sperimentazione sul campo, con studi sul DNA delle varietà locali più promettenti, con l’ottimizzazione della potatura, della gestione del terreno e della vinificazione – nell’intento di esaltare le potenzialità di un territorio che qui si esprimono soprattutto in un grande vitigno: il grechetto.

Un pioniere nel processo di rivalutazione dei vitigni autoctoni, da decenni Sergio Mottura si è dedicato alla ricerca scientifica ed alla sperimentazione sul campo, con studi sul DNA delle varietà locali più promettenti, con l’ottimizzazione della potatura, della gestione del terreno e della vinificazione – nell’intento di esaltare le potenzialità di un territorio che qui si esprimono soprattutto in un grande vitigno: il grechetto

Il suo Latour a Civitella, grechetto in purezza fermentato in barriques di rovere francese, è stato il primo vino bianco del Lazio ad ottenere il riconoscimento dei 3 Bicchieri dalla Guida ai Vini d’Italia di Slow Food e Gambero Rosso.


La famiglia Mottura risale ai primi del 500. Nell'omonima borgata nelle campagne fra Pinerolo e Torino, Domenico Mottura, padre di Sergio, produceva nella cascina di famiglia erba menta ed essenza per il mercato estero. Nel 1933 uno zio paterno, Alessandro, acquistò la tenuta a Civitella d’Agliano durante un incarico come ingegnere per la costruzione della ferrovia Milano/Napoli che l'attraversava, intuendo le possibilità di un'eccellente posizione geografica al crocevia tra centri importanti quali Roma, Firenze e Siena

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