Cantine del Notaio

La passione per la viticoltura è antica nella famiglia Giuratrabocchetti e si tramanda da generazioni. E' da questa tradizione che nasce, nel 1998, l'azienda Cantine del Notaio, quando Gerardo Giuratrabocchetti, laureato in Scienze Agrarie, raccoglie, con la moglie Marcella, la sfida di valorizzare l'Aglianico del Vulture coltivato nelle proprie vigne, unendo tradizione, innovazione, storia e cultura del territorio. Con il Professor Luigi Moio, ordinario di Enologia presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", si approfondisce la ricerca sulle potenzialità enologiche di questo vitigno, il più importante del Sud Italia, austero e generoso al tempo stesso e capace di regalare vini dalla straordinaria personalità.

La storia
Così Gerardo Giuratrabocchetti spiega come cominciò la Sua avventura:
"Avevo, credo, circa sette anni, e ancora me lo ricordo come se fosse ieri. Mi avviai, per curiosare, verso la vigna del nonno. Lo trovai chino, vicino ad un tralcio. Era un uomo burbero e mi ispirava un timore reverenziale ma lì, tra le sue viti, aveva un’espressione serena e insolitamente dolce. Si voltò, mi vide e, improvvisamente, ridivenne serio. 'Tu, come ti chiami?', mi disse. Ero davvero spaventato. Il nonno è impazzito, pensai, non sa più come mi chiamo! Feci per filarmela, ma lui mi prese per un braccio e mi incalzò ancora 'Tu, dimmi, svelto, come ti chiami?'
'Gerardo' risposi, con un filo di voce. 'Ti chiami Gerardo' disse, 'ti chiami come me. Per questo, le mie vigne ti apparterranno'.
Oggi, ripensando a lui, sorrido, riflettendo su come, dopo varie vicende e dopo oltre 30 anni, abbia ritrovato, fiero, le mie radici, raccogliendo quell’eredità di mio nonno e decidendo di farne il centro della mia vita. Comprendo, infatti, che la vera eredità trasmessami è, al di là delle vigne, quel patrimonio di valori, quell’amore per le cose “fatte bene”, quella voglia di fare più che avere.
Dedico, perciò, tutto quanto ho fatto e farò alla mia famiglia: a mio nonno che, silenziosamente, mi ha indicato la strada che per me, oggi, diventa maestra; ai miei genitori e, in particolare, a mio padre, Notaio, che mi hanno insegnato la tenacia nel realizzare i miei progetti ed il valore delle tradizioni; a mia suocera, donna di generosità e forza straordinaria ed a mio suocero, persona speciale, che mi avrebbe certamente incoraggiato con il suo ineguagliabile entusiasmo ed il suo amore per la vita. E mia moglie? Vi dico solo questo: senza di lei, questa avventura non sarebbe mai cominciata".

I protagonisti
E’ Amministratore Unico dell’Azienda Agricola Viti -Vinicola “ Cantine del Notaio” che fonda, con la moglie Marcella, il 5 ottobre 1998 in occasione del suo 40° compleanno, per iniziare “una nuova vita” nel solco di quell’eredità più grande, fatta di valori, lasciatagli dal Nonno Gerardo.
Laureato in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari, nel 1982 con votazione di lode e plauso accademico, si iscrive nello stesso anno all’Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Potenza.
Libero Professionista dal 1983 al 1986, collabora nello stesso periodo con la Facoltà di Agraria, Università degli Studi di Basilicata, dal 1983 al 1985.
Professore a contratto nella stessa Facoltà di Agraria, Università degli Studi della Basilicata, nel 1986.
Diventa Direttore dell’Associazione Provinciale Allevatori di Potenza, ruolo che ricopre dal 1989 al 2002 (anno in cui si licenzia, ormai rapito nella nuova avventura professionale), dopo alcuni anni serviti a farsi “le ossa” sul campo e una rapida carriera professionale.
Di questi anni e dei tanti successi professionali e di tutto il mondo zootecnico lucano (che è e sarà sempre uno dei grandi orgogli della nostra Regione!), rimangono diverse pubblicazioni scientifiche in campo zootecnico e di genetica molecolare.
Dal 2006 al 2012 è membro della Commissione Nazionale Vitivinicola di Confagricoltura.
Dal 2003 è Presidente del Consorzio “Qui Vulture” per la valorizzazione dei vini del Vulture.
Dal 2004 partecipa, in qualità di relatore, in vari seminari universitari e di formazione agli addetti viti-vinicoli.
Dal 2005 al 2012 è Presidente della Commissione di Degustazione dell’Aglianico del Vulture.
Dal 2008 è membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture.
Ha collaborato e collabora con Istituti di Ricerca e Universitari nel settore viticolo.
Gran Medaglia di Can Grande, nel 2001 (Ministero delle Politiche Agricole) per aver recato un determinante contributo alla viticoltura ed alla valorizzazione dell’enologia italiana.
Riceve il Titolo di Accademico Aggregato dell’Accademia dei Georgofili di Firenze nel 2004.
Nel 2005, riceve il Premio “Guido Dorso” sotto il patrocinio del Senato della Repubblica e dell’Università Federico II di Napoli (2005), per il lavoro di valorizzazione del settore vitivinicolo lucano e del Mezzogiorno d’Italia.
Nel 2007, riceve il Premio “Dirupo d’Oro” dal Comune di Pisticci per il lavoro di promozione del territorio lucano.

Il vitigno
L'Aglianico è un vitigno noto fin dai tempi dell'antica Grecia. Cantato dal poeta latino Orazio, è coltivato sulle pendici di un antico vulcano spento, il Vùlture, che è all'origine di quei fattori naturali che determinano la tipica composizione e maturazione di queste uve. Infatti, grazie alla natura vulcanica dei terreni, fertili e ricchi di particolari elementi minerali, alla presenza in profondità di strati tufacei che funzionano da riserva di acqua nei periodi più siccitosi dell'anno (quello che i contadini del posto chiamano "il tufo che allatta") ed al microclima del tutto particolare, i grappoli, attentamente selezionati e sapientemente lavorati, permettono di ottenere un vino forte, con spiccata personalità, prezioso nel colore rubino e dai profumi complessi.
Per questo l'azienda ha dedicato particolare attenzione alla scelta dei vigneti.
I 26 ettari di proprietà sono distribuiti nelle contrade più tipiche e più rinomate dell'area del Vulture (Rionero, Barile, Ripacandida, Maschito e Ginestra) con alcune vigne vecchie di oltre cento anni.
Tutti terreni che, pur avendo natura diversa (sabbiosi, pozzolanici, di medio impasto e argillosi), hanno in comune lo strato di tufo vulcanico ed una esposizione pedoclimatica che consente la perfetta maturazione di questo che è uno dei vitigni più tardivi per epoca di raccolta (da metà ottobre a metà novembre).

La qualità
L'azienda Cantine del Notaio al fine di assicurare costantemente ai propri clienti un livello di qualità elevato ha implementato un Sistema Qualità, certificato da CERTIQUALITY, in cui tutti i processi dell'intera filiera produttiva sono monitorati. L'obiettivo del miglioramento continuo viene realizzato partendo dalla coltivazione della vite, passando per la trasformazione dell'uva in vino, per l'affinamento del vino in botti presso grotti naturali fino alla vendita e alla spedizione dei prodotti confezionati.


www.cantinedelnotaio.it

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